Biopharma outlook 2024
Nel corso del 2023, i rendimenti del settore biofarmaceutico, nonostante le loro prospettive promettenti, è risultato
appesantito dalle preoccupazioni riguardo all'aumento dei rendimenti e dal timore che le norme introdotte con
L’Inflation Reduction Act USA, che consentirà a Medicare (programma di assicurazione sanitaria federale) di
negoziare direttamente i costi dei farmaci ponendo dei veri e propri tetti ai prezzi, potessero avere un impatto
significativo per la crescita dei profitti aziendali. Già nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno, le prospettive per le
aziende biofarmaceutiche sono significativamente migliorate, con la possibilità che, nel 2024, le quotazioni possano
riprendersi in modo deciso.
L'aumento dei rendimenti a lungo termine rende chiaramente più difficile per le azioni, in particolare quelle biotech,
ritenute più sensibili al più alto costo del denaro necessario a finanziare le costose operazioni di ricerca e sviluppo,
competere con asset relativamente privi di rischi come i bond, poiché i potenziali guadagni futuri vengono ora
scontati a un tasso più elevato.
Le valutazioni delle società biotecnologiche sono fortemente correlate alle performance del rendimento decennale,
che svolge un ruolo cruciale come tasso di sconto preferito per le valutazioni. Come si può notare dal grafico, esiste
infatti una robusta correlazione negativa tra la traiettoria della curva dei rendimenti e le fortune dell'industria
biotech.
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La curva dei rendimenti a 10 anni ha registrato un trend rialzista dall’aprile di quest’anno, raggiungendo un massimo
del 5% a fine ottobre. I rendimenti sono poi cominciati a diminuire quando i dati economici di ottobre hanno
mostrato un rallentamento del tasso di inflazione e la Federal Reserve ha indicato un approccio paziente nei confronti
di ulteriori aumenti.
Le difficoltà di quest’anno hanno però rafforzato le aziende biotecnologiche e farmaceutiche. Le biotech, in particolare, sono divenute più resilienti, meglio attrezzate e ben preparate per il futuro. Hanno lavorato diligentemente per migliorare la loro pianificazione strategica, adottando una visione completa che integra le esigenze operative a breve termine con le considerazioni di mercato a lungo termine. Hanno assunto una prospettiva sempre più trasversale, concentrandosi sull’intero processo di sviluppo e sulle dinamiche di mercato che attendono i loro prodotti.
Il primo tema relativo al 2024 porta, dunque, a ritenere che le valutazioni relativamente basse e le aspettative mutate nel contesto dei tassi possano costituire forti catalizzatori per una rapida inversione di tendenza del settore.
Contesto normativo e politica
Fatta eccezione per l’Inflation Reduction Act cui si accennava in precedenza, anche il contesto normativo e politico ha visto un netto miglioramento su scala globale. Il rischio di fallimenti clinici è diminuito grazie alla cooperazione più efficace tra le aziende e gli organismi di regolamentazione. Negli Stati Uniti, la cosiddetta “designazione prioritaria” ha contribuito in modo significativo a ridurre i tempi e le procedure di revisione dei farmaci. Anche il GAIN Act per gli antibiotici e l’Orphan Drug Act per le malattie rare sono buoni esempi che dimostrano come gli incentivi normativi possano incoraggiare il progresso in determinate aree terapeutiche. Legislazioni simili, volte a garantire alle aziende esclusiva di mercato più lunga e agevolazioni fiscali sono state approvate anche in Asia e in Europa.
La politica è il fattore che con maggiore probabilità avrà un impatto sul sentiment del settore healthcare nel 2024 che sarà un anno elettorale importante, con elezioni in paesi che rappresentano l'80% della capitalizzazione di mercato mondiale, il 60% del PIL e il 40% della popolazione mondiale (Taiwan, Indonesia, Russia, Corea, India, Sud Africa, UE, Messico, Stati Uniti, Regno Unito).
L’esito elettorale più importante per il settore sarà senza dubbio quello delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti dove è noto come, i politici di entrambi i lati dello schieramento, abbiano sempre utilizzato la spesa sanitaria per ottenere consensi. La storia, tuttavia, ha sempre dimostrato come il settore sanitario sia stato in grado di resistere alla retorica politica. Anche quando sono state approvate politiche che sembravano alterare il sistema – come l’Affordable Care Act o le disposizioni sui prezzi dei farmaci dell’Inflation Reduction Act – le aziende hanno comunque sempre trovato il modo di innovarsi e crescere; tra l’altro, dato il loro ruolo chiave nella risoluzione della pandemia di COVID-19, oggi il settore è visto in modo più favorevole dal grande pubblico.
Trend demografico e AI
Il trend demografico continua a rappresentare uno dei temi di investimento più interessanti per l’healthcare. Con l’aumento della popolazione anziana, aumenterà inevitabilmente anche il numero di persone che soffriranno di malattie legate all’età: vite più lunghe e più sane rappresentano una vittoria straordinaria per la società, ma portano anche una maggiore prevalenza di malattie come demenza, tumori o malattie metaboliche. Le recenti scoperte nei trattamenti per l’Alzheimer e due nuovi farmaci per il diabete e per l’obesità contribuiranno a cambiare radicalmente la lotta contro una serie di malattie croniche e aprire, solo per queste indicazioni, un mercato da più di 100 miliardi di dollari entro il 2030.
Le neuroscienze, la genomica e, più in generale, le biotecnologie sono destinate ad essere i grandi vincitori nell’adozione dell’intelligenza artificiale. I modelli di AI esamineranno enormi volumi di dati sanitari – come studi clinici, mappatura del cervello e informazioni genetiche – e li analizzeranno molto più velocemente degli esseri umani. Si prevede che il mercato sanitario basato sull’intelligenza artificiale, che valeva 9 miliardi di dollari nel 2022, potrà valere 188 miliardi di dollari nel 2031.
M&A
Quanto emerso nel corso della recente “London Healthcare Conference” conferma che una percentuale crescente di dirigenti del settore sanitario (circa il 70% degli intervistati) si aspetta, dopo due anni di attività relativamente attenuata, una forte ripresa delle fusioni e acquisizioni. Nel 2022, il numero e la dimensione media delle fusioni e acquisizioni nel settore sanitario globale sono diminuiti rispettivamente di oltre il 30% e di circa il 15%, poiché, in un contesto di forte incertezza del mercato, le aziende hanno adottato un approccio attendista, tendenza continuata anche nel corso del 2023, con il valore globale delle fusioni e acquisizioni in moderata ripresa. Recenti stime indicano per l'industria farmaceutica globale 700 miliardi di dollari di liquidità pronta per essere investita in accordi di acquisizione e ricerca e sviluppo.
Conclusioni
Dopo una fase di consolidamento durata due anni, i titoli biotecnologici potrebbero ritrovare nel 2024 un ambiente più favorevole grazie alla prevista discesa dei tassi di interesse. Le basse valutazioni di molte aziende, un contesto di rischio in miglioramento, potenziali nuove fusioni e acquisizioni e un cambiamento nel sentiment degli investitori, posizionano molto bene il settore biofarmaceutico che, nonostante le pressioni degli ultimi anni, è sempre stato il principale motore dell’innovazione nel settore sanitario.
La biotech revolution rappresenta un punto di svolta per la nostra specie su questo pianeta così come già successo nel XIX secolo per la chimica e il XX secolo per la fisica. Il “superciclo” biotecnologico, dunque, riprenderà e continuerà a guidare l’espansione del settore, proprio come è stato per gran parte dell’ultimo decennio.
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