Sanofi-Aventis-GenzymeAll’inizio del mese di Luglio, al termine dell’assemblea degli azionisti , i vertici di Sanofi-Aventis hanno annunciato l’intenzione di fare un’acquisizione di rilevante portata (circa 20 miliardi di dollari) nel mercato biofarmaceutico americano. La decisione scaturisce dalla necessità di acquisire competenze per sviluppare nuovi farmaci biologici, che sembrano essere l’Eldorado della farmaceutica, per contrastare il crollo del fatturato derivante dalla concorrenza dei generici. Due società biotech, Biogen Idec e Genzyme, per evidenti analogie sono state nominate come possibili candidate del takeover. In primis la presenza, nel board delle due società di Carl Ichan, raider americano presente nelle classifiche degli uomini più ricchi del mondo che da diverso tempo opera proficuamente nel biotech, dove è stato il coordinatore delle rilevanti cessioni di Medimmune (USD 16 miliardi) ad AstraZeneca nel 2007 e di Imclone (USD 7 miliardi) ad Ely Lilly nel 2008. Qualche mese fa il finanziere ha più che raddoppiato la sua quota di partecipazione in Genzyme, passando da 4,8 milioni di azioni dichiarate nell’ultimo trimestre 2009 a circa 10,5 milioni di azioni dichiarate nel mese di maggio 2010. Alcune difficoltà temporanee legate a farmaci e a linee produttive delle due società (effetti collaterali collegati al Tysabri per Biogen Idec e problemi di contaminazione di uno stabilimento per Genzyme) sono da considerare importanti stimoli alla vendita per il management. Ora, la preda sembra possa essere proprio Genzyme, azienda specializzata nei farmaci per le malattie rare con ricavi che hanno generato 4,5 miliardi di dollari nel 2009. Alla diffusione della notizia le azioni di Genzyme hanno guadagnato il 15% il primo giorno ed i 7% il secondo giorno, arrivando a 67 dollari, portando la capitalizzazione di borsa della società a 18 miliardi di dollari. Secondo J. Lamarck, SIM di consulenza specializzata in consulenza finanziaria nel settore biotech, il valore di Genzyme potrebbe ancora salire. “Da un’attenta analisi sui multipli prezzo-fatturato che hanno caratterizzato le acquisizioni precedenti” sostiene Eugene Hardonk, senior analyst di J. Lamarck, “ci aspettiamo che Sanofi possa offrire 75-80 dollari per azione, ovvero il 12-16% in più di quanto oggi valga Genzyme. Se a ciò aggiungiamo le recenti voci che danno anche Glaxo e Johnson e Johnson interessate al buyout, il prezzo potrebbe salire ancora di più”. “Ovviamente tutto ciò fa bene al settore” continua Hardonk “in quanto ci aspettiamo che questa non sia l’ultimo takeover che riguarda un’azienda biotech”. Intanto l’indice del comparto quotato al Nasdaq ha fatto registrare il 5% nelle ultime 5 sedute. “Diverso è il discorso per i nostri clienti” continua Hardonk “che in Genzyme hanno allocato il 10-15% del loro investimento in biotecnologia”. Le azioni di Osi Pharmaceuticals, Inc. (NASDAQ: OSIP) salgono del 50% nel pre-borsa, dopo che Astellas Pharma Inc. ha annunciato l’intenzione di avviare una scalata ostile alla società, offrendo 52 dollari per azione per la società biotech, che viene così valutata circa 3,5 miliardi di dollari. Durante l’ultimo anno le azioni di Osi Pharmaceuticals sono oscillate in un range tra 27 e 39,83 dollari, mostrando una performance del 10% negli ultimi mesi. “Ciò significa che nel settore biotech stanno tornando i takeover ostili” dichiara Eugene Hardonk di J. Lamarck SIM S.p.A, SIM di consulenza veronese specializzata nella consulenza finanziaria in biotech companies per grandi patrimoni. “Dopo aver assistito, insieme ai nostri clienti, alle più importanti acquisizioni del settore degli ultimi anni, riguardanti società come Medimmune, Millennium e Medarex, siamo contenti di rivedere il ritorno di acquisizioni (anche ostili) nel settore”. Astellas Pharma Inc., società farmaceutica giapponese, spera di dare in questo modo un nuovo impulso alla crescita e divenire leader in un settore, quello dell’oncologia, che sta assumendo sempre un maggior rilievo nelle scelte strategiche delle società farmaceutiche. OSI Pharmaceuticals produce e vende (insieme a Roche) il farmaco Tarceva, approvato per il trattamento del cancro al polmone a cellule non piccole (NSCLC) (circa 1,2 miliardi di dollari il fatturato dello scorso anno) ed vanta numerosi prodotti nella sua pipeline oncologica. L’offerta non è da considerarsi una fusione amichevole, ma una vera e propria scalata ostile. Astellas fa notare come in passato abbia tentato diverse volte l’acquisizione amichevole. Il primo tentativo risale al febbraio dello scorso anno, quando alla società fu inoltrata la prima proposta scritta. Seguirono poi altre proposte nel marzo e nel giugno dello stesso anno, fino all’incontro tra i due CEOs avvenuto il 12 febbraio di quest’anno, quando, in seguito all’ennesimo rifiuto da parte di OSI, Astellas ha deciso di rivolgere la sua offerta direttamente agli azionisti. Fonte: J. Lamarck SIM SpA, luglio 2010 Le informazioni contenute in questo documento non costituiscono sollecitazione all’acquisto. I clienti della J. Lamarck possono avere posizioni nei titoli nominati. La J. Lamarck consiglia a tutti gli interessati al settore delle biotecnologie di contattare i propri uffici prima di comprare azioni di aziende biotech.